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10/01/2008
Petrolio il prezzo e gli anabolizzanti.
Il petrolio era conosciuto anche dagli antichi popoli che lo usavano come combustibile per lampade, come materiale per calafatare le imbarcazioni, ed anche come medicamento per alcuni tipi di infiammazioni o quale antiparassitario. Nessuno immaginava, a quei tempi, che questa ctonia sostanza oleosa fosse quanto residuava di miliardi di microrganismi rimasti intrappolati nei fondali di antichissimi mari prosciugati; e nessuno avrebbe potuto immaginare che la stessa sostanza, estratta, filtrata, raffinata, liquefatta, condensata, gassificata e combusta, avrebbe prodotto quella serie di piccole esplosioni che, trasformate a loro volta in movimenti meccanici, ci consentono di andare in vacanza con le nostre automobili: potenza della chimica! Eppure, da quasi cento anni, il petrolio, sotto forma di benzina, viene associato all’uso delle automobili con motore a scoppio, ed anche noi, notando che il prezzo del barile di petrolio sale a 100,00 dollari, ci preoccupiamo subito pensando a quanto ci costerà il prossimo “pieno”. Tuttavia, anche se noto a tutti, resta in ombra un aspetto ben importante, e cioè che il petrolio serve oggi a produrre l’energia nelle sue varie forme. Quando ad esempio utilizziamo il treno, o una lavastoviglie, pensiamo di utilizzare l’energia elettrica, ma in realtà quell’elettricità è stata prodotta utilizzando degli elettrogeneratori che sono alimentati con petrolio (nafta, gasolio o GPL). E ciò vale per le lavatrici, per i computer, per i torni, e i forni, per seghe circolari, lampadine, presse, rotative, catene di montaggio etc. Anche ricaricando la batteria del cellulare si utilizza, in realtà, una quantità di petrolio, trasformata in energia elettrica a sua volta immagazzinata in una batteria. Il petrolio quindi, sotto forma di energia, è presente in misura maggiore o minore in ogni cosa che utilizziamo, consumiamo, mangiamo, o assumiamo: anche per fare un’aspirina è necessaria una certa quantità di energia, ed anche per bere un bicchiere d’acqua consumiamo l’energia utilizzata dalle pompe di sollevamento dell’acqua, dai macchinari per la depurazione, dalle valvole per la regolazione, etc. etc. Per la trasformazione di una materia o per la movimentazione della stessa infatti è sempre necessaria l’energia e di conseguenza se il prezzo del barile di greggio aumenta ciò significa che tutta la struttura dei prezzi tenderà ad aumentare, non solo la benzina, ma anche il dentifricio, l’insalata, il canone internet, le portaerei, etc. L’energia “cristallizzata” in ciascuno di questi prodotti, nelle diverse fasi della ideazione, progettazione, produzione, imballaggio, trasporto, esposizione, vendita, è in gran parte ottenuta dal petrolio, (senza considerare le materie plastiche in sé), al punto che i nostri sistemi economici sono essenzialmente la rappresentazione dell’Economia del Petrolio. Il basso prezzo del petrolio ha consentito a questa materia di diventare la fonte primaria di energia, al punto che tutte le catene produttive si sono convertite in funzione del petrolio; ciò è accaduto per la produzione di elettricità che iniziò con le centrali idro-elettriche, per le automobili, i cui primi modelli montavano motori elettrici, per i tram elettrici, sostituiti dagli autobus a gasolio, con le lampade a fluorescenza, sostituite da quelle ad incandescenza etc. Le nostre capacità produttive si sono man mano adattate a questa fonte di energia, ed intere filiere produttive sono sorte e si sono sviluppate in funzione dell’utilizzo del petrolio sia come fonte energetica che come materia prima per plastiche e derivati, fino a creare l’economia basata sull’iperconsumo, e sull’”usa e getta”. Ma produrre petrolio comporta anche dei costi: oltre agli oneri per i diritti di estrazione dovuti ai proprietari dei giacimenti, si possono sommariamente individuare i costi per la ricerca dei giacimenti e per le prospezioni geologiche; poi vi sono costi per la progettazione, costruzione ed avviamento degli impianti di trivellazione; costi per gli impianti di estrazione, depurazione, pompaggio e riempimento dei barili di greggio. Il greggio deve poi essere raffinato e ciò comporta costi di trasporto in raffineria, con navi petroliere o con oleodotti, costi per la raffinazione, oltre al costo della progettazione e costruzione della raffineria stessa. Dopo la raffineria il petrolio, sotto forma di nafta, gasolio, GPL e benzina, deve essere a sua volta trasportato fino ai luoghi di stoccaggio e poi di erogazione. Naturalmente a questi costi bisogna aggiungere il costo del lavoro di tutti gli addetti coinvolti nelle operazioni, i costi generali delle diverse imprese ed anche il giusto profitto spettante a ciascuna impresa che fa parte della filiera…. Non vi sembra miracolosamente basso il prezzo di un litro di gasolio o di benzina? Tenendo presente che oltre il 50% del prezzo che paghiamo alla pompa è dovuto alle “accise” ovvero alle imposte da versare all’erario, oggi un litro di benzina, che ha attraversato tutte le fasi della produzione sopra accennate, ha un prezzo inferiore ad un litro di acqua in bottiglia, meno di un pacchetto di chewing gum, un quarto di un litro di birra, un settantesimo di un litro di dentifricio: difficilmente il prezzo del petrolio potrà restare così basso. In passato il ruolo del petrolio, come fonte di energia, era svolto dal carbone, ed ancora prima si bruciava la legna: ad ogni innovazione della materia base per la produzione dell’energia si è avuto un corrispondente mutamento della struttura e della capacita produttiva, dei prezzi dei beni e della distribuzione della ricchezza, dei sistemi e stili di vita, dei rapporti ed equilibri economici e politici tra gli Stati. Tuttavia non è il caso di allarmarsi: la prima fonte energetica che abbiamo a disposizione è quella prodotta dai nostri muscoli e ricominciare ad utilizzarli per lavarsi i denti o per spostarsi o per piantare un chiodo nel muro, ci farà risparmiare tanti soldi spesi in palestre, fisioterapie, e … anabolizzanti.
 

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