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31/03/2011
Manticore, chimere e stagflazione
Quando il globo era ancora in gran parte sconosciuto esploratori, naturalisti e scrittori lo completavano spesso con l’immaginazione e lo popolavano di esseri e animali fantastici. Ciclopi fauni, sirene, sfingi, chimere e manticore venivano così descritte, raffigurate e scolpite. Un capro, un leone e un serpente componevano la chimera; la manticora invece era descritta come una tigre con volto umano e coda di scorpione. Anche l’economia, scienza relativamente giovane e inesplorata, incontra talvolta fenomeni sconosciuti per i quali gli economisti -sempre loro- si affrettano a inventare nomi fantasiosi: uno di questi è stagflazione. Per il nostro lettore curioso abbiamo quindi subito chiarito che la stagflazione non è un animale mitico, ma per ulteriori informazioni e comparazioni sarà necessario inoltrarsi nel seguito. La tradizionale teoria economica riporta che, nelle economie basate sul libero scambio (liberismo) e sulla “legge” della domanda e dell’offerta, quando in un mercato aumenta la domanda di un bene, o diminuisce la quantità di quel bene, il prezzo di quel bene aumenta. Per esempio: se un giorno tutti i consumatori decidessero di voler comprare carote, il prezzo delle carote aumenterebbe perché i venditori le cederebbero a chi è disposto a pagarle di più. Pari effetto si verifica nel caso in cui le carote dovessero improvvisamente scarseggiare: i venditori riuscirebbero a spuntare un prezzo maggiore per le poche carote in vendita. Fin qui il fenomeno è noto. Alcuni beni però come petrolio, acqua, denaro, lavoro etc. sono alla base di ogni processo produttivo. Se uno di questi beni scarseggia, il suo prezzo aumenta determinando un incremento del costo di produzione di tutti gli altri prodotti e quindi un aumento generale di tutti i prezzi di vendita, oltre all’aspettativa di ulteriori aumenti dei prezzi. Per esempio: se aumenta il tasso d’interesse -costo del denaro- che i produttori pagano alle banche per finanziare la loro attività, tale incremento si ripercuoterà su tutti i beni; lo stesso effetto di verifica nel caso di un aumento del costo dell’acqua o del petrolio, necessario per produrre l’energia di qualsiasi processo di produzione. Considerando complessivamente tutti questi effetti, derivanti dalla legge della domanda e dell’offerta, gli economisti definirono il fenomeno come ‘inflazione’ ovvero un gonfiamento tendenziale del prezzo di beni e servizi in un dato periodo di tempo, ritenendo che un certo tasso di inflazione fosse un segno di vitalità dell’economia. Ma la stessa “legge” della domanda e dell’offerta può produrre l’effetto opposto: se sul mercato arrivano troppe carote i venditori saranno costretti ad abbassarne il prezzo; ciò comporterà che i produttori di carote vedranno ridotti i propri introiti e potranno comprare meno vestiti o meno dolciumi. A questo punto sul mercato ci saranno troppi vestiti o dolciumi ed anche i produttori di vestiti (o dolciumi) dovranno diminuire i prezzi e si ritroveranno con minori introiti. In una spirale inversa l’intero sistema economico vedrà così una diminuzione della domanda di beni che costringe al fallimento le imprese e crea l’aspettativa di ulteriori ribassi. Questo fenomeno recessivo fu definito dall’economista Fisher nel 1933, come ‘deflazione’. La teoria economica quindi distingue due fenomeni primari: l’inflazione e la deflazione. L’inflazione elevata é definita iperinflazione e comporta la totale perdita di fiducia nel valore della moneta; la deflazione profonda può essere definita recessione o depressione quando prelude al totale declino del sistema economico. Se invece la deflazione non è profonda ma è duratura e persistente viene definita ’stagnazione’. Ma negli ultimi lustri gli economisti, riuniti attorno ai loro computers e abachi, hanno rilevato che in vari Paesi alla stagnazione economica si accompagnava l’inflazione, ovvero mentre l’economia produttiva langue e ristagna, i prezzi dei beni aumentano invece di diminuire! Come una creatura mitologica di quelle anzi descritte, il fenomeno è in parte deflazione, in parte stagnazione e in parte inflazione, ed è definito stagflazione (stagnazione+inflazione). L’esistenza della stagflazione, al contrario della chimera, è concreta e reale e deriva dall’effetto composito di politiche dei prezzi stabilite da grandi imprese con posizioni dominanti di mercato che non sono soggette alla concorrenza, da politiche fiscali stabilite dai Governi attraverso le imposte sulla produzione e vendita dei beni e servizi; da politiche tariffarie di servizi in monopolio che privilegiano quote fisse obbligatorie e non le quantità di consumo effettivo, e da politiche monetarie che restringono il credito a lungo termine e speculano su quello a breve. Per il lettore che ci ha seguito fin qui possiamo offrire solo due consolatorie riflessioni: 1: anche gli economisti hanno scoperto che “libero mercato” e “concorrenza” appartengono al novero delle creature mitologiche, e 2: la manticora era descritta come un essere famelico di carne umana, mentre la stagflazione si limita, per il momento, ad addentare i nostri portafogli. Fernando D’Antonio per salernoplus.it
 

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