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07/12/2012
S.M.E., S.E.B.C., B.C.E.
Qualche affezionato lettore, in questi tempi di crisi, ricorda con nostalgia quando nelle nostre tasche giravano le banconote in lire e tutti ci sentivamo, cambiando una banconota da 100.000 lire, dei benestanti consumatori della parte ricca del mondo. Eppure nel 1960 per comprare un dollaro USA erano sufficienti 620 lire italiane; nel 1985 ci volevano 1.909 lire e nel 2000 erano invece necessarie 2.100 lirette per comprare un solo dollaro USA. Il che significa che nel 1960 un barile di petrolio, al prezzo di 100 dollari ci costava 62.000 lire mentre nel 2000 lo stesso barile, allo stesso prezzo di 100 dollari ci costava 210.000 lire. La differenza tra 210.000 e 62.000 lire rappresenta la svalutazione della lira, e una moneta che progressivamente si svaluta, non viene accettata dai Paesi fornitori di materie prime o di tecnologia, come mezzo di pagamento. Nel 1992 la lira si svalutò a tal punto che essa fu sospesa dal mercato valutario, allora si chiamava S.M.E., sistema monetario europeo, ma di tutto questo il consumatore medio italiano non aveva sentore e continuava a sentirsi ricco di lirette. In seguito la lira italiana si è ripresa dallo shock valutario ed è riuscita, suo malgrado, a superare le speculazioni sui cambi, messe in atto da certi potentati economici, aderendo a vari trattati internazionali ed entrando a far parte del Sistema Europeo di Banche Centrali e della Banca Centrale Europea, l’Ente che oggi ci fornisce la valuta comune che portiamo nei nostri portafogli, e sul quale ci soffermiamo. Cos’è la B.C.E.? E’ la Banca Centrale Europea, ovvero un Ente regolato dal PROTOCOLLO SULLO STATUTO DEL SISTEMA EUROPEO DI BANCHE CENTRALI E DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA. Tale Protocollo è allegato al trattato che istituisce la Comunità europea, riportato nella Gazzetta Ufficiale della Comunità -GU C 191 del 29.7.1992, ed è stato modificato e integrato nel corso degli ultimi anni fino alla versione attuale pubblicata nella G.U.L. 236 del 23/09/2003. Il Sistema Europeo di Banche Centrali (S.E.B.C.) comprende attualmente 27 Banche Centrali (o Nazionali), di cui 17 accomunate dalla moneta unica, Euro, e 10 Banche Centrali che hanno conservato la propria moneta nazionale. Fanno parte del sistema euro le Banche Centrali di: Belgio, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Lussemburgo, Malta, Olanda, Austria, Portogallo, Slovenia, Slovacchia e Finlandia. Le altre Banche non-euro sono quelle di: Svezia, Romania, Polonia, Gran Bretagna, Bulgaria, Danimarca, Ceca, Ungheria, Lituania e Lettonia. Tutte le 27 Banche Centrali hanno sottoscritto e versato, per conto dei rispettivi Governi, dietro autorizzazione dei rispettivi Parlamenti, le quote del Capitale Sociale della BCE e sono quindi i Soci Proprietari della BCE stessa. Qual è la finalità della B.C.E.? L’obiettivo principale del SEBC, e quindi della BCE, è riportato nell’articolo 127 del Trattato sull'Unione europea e del trattato sul funzionamento dell'Unione europea del 2008, dove si legge che “L'obiettivo principale del Sistema europeo di banche centrali, in appresso denominato «SEBC», è il mantenimento della stabilità dei prezzi.” Fatto salvo l'obiettivo della stabilità dei prezzi, il SEBC sostiene le politiche economiche generali nell'Unione al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione definiti nell'articolo 3 del trattato sull'Unione europea. Il SEBC agisce in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse e rispettando i principi di cui all'articolo 119. Il lettore che volesse approfondire gli obiettivi riportati nell’art. 3 del Trattato troverà che essi sono vari e articolati per cui al punto 1 si ritrova che “ L'Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli”, mentre al punto 4 si ritrova che “L'Unione istituisce un'unione economica e monetaria la cui moneta è l'euro”. In sintesi tra gli obiettivi variegati dell’art. 3 del Trattato sull’Unione Europea si può desumere che quello attribuibile alla B.C.E. resta quello del mantenimento della stabilità dei prezzi. Chi prende le decisioni nella B.C.E.? Dopo la costituzione della BCE il Protocollo prevede un decisivo principio di indipendenza della Banca stessa, stabilito come segue: Articolo 7: Indipendenza Conformemente all'articolo 108 del Trattato, nell'esercizio dei poteri e nell'assolvimento dei compiti e dei doveri loro attribuiti dal trattato e dal presente statuto, né la BCE, né una banca centrale nazionale, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari nonché i governi degli Stati membri si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle banche centrali nazionali nell'assolvimento dei loro compiti. Quindi dopo aver aderito al SEBC e aver versato la quota di adesione alla BCE, né le Banche Nazionali né i Governi possono influire o istruire o sollecitare la BCE a fare o non fare qualcosa. Il “dominus” della BCE resta quindi il Consiglio Direttivo, costituito dai Governatori delle Banche Centrali. Il Consiglio nomina un Comitato Esecutivo ed un Presidente che godono, a loro volta, di una rilevante grado di autonomia con il compito di attuare le decisioni del Consiglio e gli indirizzi Statutari della B.C.E. Cosa fa la B.C.E.? Dato che l’Unione Europea è ancora in via di realizzazione ed atteso che, nel contempo, i vari Trattati hanno già delineato una serie di obblighi e di istituzioni atte a regolare i rapporti tra gli Stati aderenti all’Unione stessa, alla B.C.E. sono stati attribuiti dei compiti che normalmente erano prerogative governative. Seguendo la finalità della stabilità dei prezzi la B.C.E. deve: definire e attuare la politica monetaria dell'Unione; svolgere le operazioni sui cambi in linea con le disposizioni dell'articolo 219 di detto trattato; detenere e gestire le riserve ufficiali in valuta estera degli Stati membri; promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento. Conformemente all'articolo 128, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Consiglio Direttivo ha il diritto esclusivo di autorizzare l'emissione di banconote in euro all'interno dell'Unione. La BCE e le banche centrali nazionali possono emettere banconote, che costituiscono le uniche banconote aventi corso legale nell'Unione. Nel 2000 per comprare un dollaro USA era necessario 1,07 euro; nel 2012 per comprare lo stesso dollaro bastano 0,77 centesimi di euro, eppure, chissà perché, ci sentiamo meno ricchi … Fernando D’Antonio per salernoplus.it
 

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