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04/08/2007
Liberalizzazioni e ius primae noctis.
Quando parlano tra loro gli economisti dicono che il monopolio è un fenomeno dell’economia politica mentre privatizzazioni, nazionalizzazioni o liberalizzazioni sono provvedimenti di politica economica… non scoraggiamoci! Abbiamo visto, nei precedenti articoli, che il monopolio è la situazione in cui c’è un solo produttore e/o venditore di un determinato bene; le privatizzazioni sono invece un processo attraverso il quale lo Stato cede, vende (o regala) ad imprenditori privati delle aziende che prima erano pubbliche o “nazionalizzate”. Ci resta da affrontare un altro tema del processo di ammodernamento forzato del sistema economico italiano e cioè le liberalizzazioni. Il nostro scopo è quello di illustrare ai “non addetti ai lavori” cosa sta succedendo, senza abusare della loro pazienza. In primo luogo le parole: liberalizzare un settore economico significa “togliere i vincoli e le limitazioni imposte dalla legge su quelle attività economiche”. Esempio: in Italia fino agli anni ’80 un solo soggetto economico poteva esercitare l’attività di trasmissione radiotelevisiva; questo soggetto era la RAI, un’azienda che apparteneva allo Stato e aveva la “concessione” di gestire un’impresa televisiva; dopo una legge approvata dal Parlamento il settore fu “liberalizzato”: altri soggetti economici poterono chiedere ed ottenere l’utilizzo in concessione di frequenze radio; nacquero così le radio e le televisioni libere o meglio, “commerciali”, e le fortune di vari imprenditori. Anche le telecomunicazioni erano gestite da una unica società concessionaria, che apparteneva allo Stato: la SIP. Ma, sempre con apposita legge, anche il settore della telefonia è stato liberalizzato, ed oggi abbiamo diverse imprese, italiane, americane ed egiziane, che offrono telecomunicazioni e tante diverse tariffe. Un altro esempio è quello delle linee aeree; fino a qualche anno fa solo l’ALITALIA, altra azienda di proprietà statale, aveva la concessione per gestire il trasporto aereo; oggi invece abbiamo la possibilità di scegliere differenti compagnie aeree. Ecco quindi cosa sono le liberalizzazioni a grandi linee, e questo processo è stato simile in molti Paesi, anche se in Italia il processo di liberalizzazione si è dovuto incrociare con quello della privatizzazione del sistema aziende pubbliche. Inoltre bisogna fare attenzione: anche un settore “liberalizzato” può essere poi “monopolizzato” da uno o da pochi grandi investitori privati… La liberalizzazione di vari settori della nostra economia è così ripresa almeno una trentina d’anni fa, ed anzi ad essere precisi l’intero processo di liberalizzazione dell’economia è iniziato anche prima ed è connesso proprio alla nascita del sistema industriale ed alla fine dell’età medioevale. Nel medioevo infatti i signori feudali erano i padroni assoluti del territorio e delle persone che ci vivevano, i “servi della gleba”. Qualsiasi attività era soggetta al volere del signorotto locale che concedeva al cittadino o al servo della gleba di metterla in atto. Dal diritto assoluto del signore feudale, trasposto alle istituzioni pubbliche, derivano sia i limiti imposti alla attività dei privati sia tutte le concessioni, licenze, permessi, patenti, nulla osta, autorizzazioni, etc. etc. che oggi sono ancora necessarie per costruire una casa, per avviare una attività commerciale, per guidare un veicolo, per andare a pesca o anche per fare un viaggio all’estero. La liberalizzazione dell’economia è quindi l’essenza stessa del sistema di libero mercato, ed è la probabile causa del benessere diffuso dei paesi che l’hanno applicata, anche se spesso vantaggi o svantaggi di provvedimenti di politica economica non sono subito evidenti e anzi sono spesso di difficile individuazione. Di fatto l’economia è un insieme di settori concatenati e non si può liberalizzare un settore senza poi intervenire nei settori connessi; per esempio: se si liberalizza il trasporto aereo (e le tariffe diminuiscono per effetto della concorrenza) poi non si può non liberalizzare anche il trasporto dei passeggeri in aeroporto, dato che altrimenti le tariffe dei trasportatori con licenza aumenterebbero fino ad annullare l’effetto positivo della minore tariffa aerea; ma se si liberalizza il trasporto persone per l’aeroporto, si deve anche liberalizzare il trasporto cittadino (taxi) e concedere tante licenze quante il mercato ne richiede; ciò significa che è necessario anche liberalizzare il settore autonoleggio, e poi, di conseguenza, il settore della vendita di carburanti, o anche delle assicurazioni auto e ancora dell’energia etc. etc. Si arriva così alla necessità di liberalizzare ogni settore economico e quindi anche quello delle “libere” professioni (che avrebbero dovuto essere già libere di per sé …), Dalle vicende delle imprese privatizzate e poi lasciate alla concorrenza del settore liberalizzato si possono intravedere diversi scenari e tanti possibili sviluppi, anche perché l’interdipendenza economica tra i Paesi è ormai inestricabile e nuovi soggetti economici, in molti casi più potenti degli Stati nazionali, crescono e si consolidano in vari mercati dando luogo ad un nuovo fenomeno: la “globalizzazione economica”, ma questa è un’altra storia. Per stabilire invece a che punto siamo del processo si può considerare che nel medioevo anche sposarsi era un privilegio assoggettato allo ius primae noctis cioè al “diritto del signore sulla prima notte di nozze”, che si traduceva, nella pratica, in una “concessione matrimoniale”, e cioè nel pagamento di una ”tassa di scopo”. Oggi per sposarsi basta fare le pubblicazioni, il bollo costa qualche euro ma non si corre il rischio che il funzionario comunale pretenda di passare la prima notte con la sposa….
 

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